La spiaggia di Pescoluse con la sabbia bianca, il fondale basso e le dune coperte di vegetazione mediterranea

Il soprannome è impegnativo e forse un po' ingiusto, ma ormai è entrato nel linguaggio comune: Pescoluse, marina del comune di Salve, è la spiaggia che tutti chiamano le Maldive del Salento. Non aspettatevi atolli e bungalow sull'acqua; quello che troverete è un litorale di sabbia finissima, un fondale che resta basso per decine di metri e una gradazione di azzurri che nelle giornate di tramontana è davvero difficile da dimenticare. È il tratto di costa ionica più fotografato del basso Salento e, di conseguenza, anche il più frequentato: sapere come e quando andarci fa la differenza tra una giornata memorabile e un pomeriggio passato a cercare parcheggio.

Perché la chiamano così

Il paragone nasce da due elementi molto concreti. Il primo è la sabbia: bianca, sottile, quasi farinosa, capace di riflettere la luce e di schiarire l'acqua fino a farla sembrare tropicale. Il secondo è la conformazione del fondale, che scende con una pendenza minima: per un lungo tratto si cammina con l'acqua sotto le spalle, senza buche improvvise né correnti fastidiose. Aggiungete l'assenza quasi totale di scogli e capirete perché questa spiaggia è diventata il simbolo balneare del Capo di Leuca. Il nome, ovviamente, è una trovata turistica degli ultimi decenni e non un toponimo storico, ma descrive bene la sensazione che si prova arrivando in cima alla duna e vedendo il mare aprirsi tutto insieme.

Le dune, la parte fragile del paesaggio

Tra la strada e la battigia corre un cordone dunale che è insieme la cosa più bella e la più delicata di Pescoluse. Le dune trattengono la sabbia, frenano l'erosione costiera e ospitano una vegetazione specializzata che sopravvive al sale e al vento: ginepri bassi, cisto, gigli di mare che fioriscono bianchi in piena estate. Sono ambienti che impiegano decenni a formarsi e pochi passaggi a rovinarsi, motivo per cui l'accesso è incanalato su passerelle e sentieri segnalati. Attraversarle fuori dai camminamenti sembra un dettaglio da nulla, ma moltiplicato per migliaia di persone al giorno è esattamente ciò che consuma la spiaggia. Rispettare i percorsi è il modo più semplice di lasciare il posto come lo avete trovato.

Consiglio pratico: in luglio e agosto arrivate presto la mattina oppure dopo le cinque del pomeriggio. Nelle ore centrali le aree di sosta lungo la litoranea sono sature e l'ombra naturale è quasi inesistente: portate un telo, acqua e un cappello anche se pensate di restare poco.

Da dove arrivare

Pescoluse si raggiunge comodamente in auto dalla litoranea ionica, ed è uno di quei posti in cui conviene alloggiare vicino invece di affrontare la coda ogni giorno. Da Blumarine, a Lido Marini, sono circa otto chilometri: una manciata di minuti lungo la costa, il che significa poter decidere all'ultimo momento se andarci o restare sulla spiaggia sotto casa. Da Villa Ginevra, nella campagna di Montesano Salentino, la distanza sale a circa ventuno chilometri, con un tragitto che attraversa l'entroterra degli uliveti prima di sbucare sul mare: una gita nel senso pieno del termine, da programmare al mattino. In entrambi i casi vale la regola salentina di base: l'auto qui non è un optional.

Cosa c'è intorno

Il vantaggio di Pescoluse è che non è un punto isolato ma un tassello di un litorale continuo. Verso nord la stessa costa sabbiosa prosegue fino a Torre Pali, dove il rudere della torre cinquecentesca emerge dall'acqua su un isolotto a pochi metri dalla riva; verso sud si arriva a Torre Vado, dove la sabbia cede il passo alla roccia piatta e alle piscine naturali. Poco più avanti la costa si alza e comincia il tratto che porta a Santa Maria di Leuca, con il paesaggio che cambia completamente registro. Chi vuole una giornata varia può percorrere questo litorale con calma, fermandosi dove il mare convince di più: è un itinerario di pochi chilometri che racconta tre paesaggi diversi.

Pescoluse merita il viaggio, a patto di prenderla per quello che è: un luogo bellissimo e molto amato, quindi affollato quando ci vanno tutti e sorprendentemente tranquillo quando si sceglie l'orario giusto. Provatela all'alba, o in una serata di settembre quando la sabbia è ancora tiepida e il mare è tutto vostro: capirete perché quel soprannome, per quanto esagerato, non è nato dal nulla.

Otto chilometri di costa tra Blumarine e Pescoluse

Da Blumarine, a Lido Marini, Pescoluse dista circa otto chilometri: potete decidere la mattina stessa se restare sulla spiaggia di casa o spostarvi sulle dune più famose del Salento. Da Villa Ginevra la stessa spiaggia è a circa ventuno chilometri, la distanza giusta per una gita di giornata che parte dagli ulivi e finisce in acqua.