Il promontorio di Santa Maria di Leuca con il faro e il santuario affacciati sul mare all'estremità della penisola salentina

C'è un punto, all'estremità della penisola salentina, in cui la terra finisce e la geografia diventa quasi un fatto simbolico. Santa Maria di Leuca, frazione marina di Castrignano del Capo, è il finibus terrae: il luogo in cui l'Italia si esaurisce e dove, per convenzione, lo Ionio e l'Adriatico si incontrano. È un posto che si visita con due andature diverse. Di giorno per il santuario, il faro e le escursioni verso le grotte marine; di sera per il lungomare, quando le ville ottocentesche si accendono e l'aria si riempie di gente che passeggia senza nessuna fretta, tra il porto e le due punte del promontorio.

Il santuario de Finibus Terrae

Sul promontorio, dove il vento non smette mai del tutto, sorge la basilica santuario di Santa Maria de Finibus Terrae. È costruita sui resti di un tempio dedicato a Minerva, e questa sovrapposizione racconta bene la funzione del luogo: un punto di arrivo sacro che ha cambiato religione ma non ruolo. L'aspetto attuale risale al Settecento, con una facciata sobria in pietra e carparo che contrasta con la ricchezza barocca dei paesi dell'interno. Per secoli il santuario è stato meta di pellegrinaggio, tappa finale di cammini che attraversavano tutta la Puglia. Anche chi non è credente ci arriva con una certa soggezione: davanti c'è soltanto il mare, e la sensazione di essere al termine di qualcosa è più forte di quanto ci si aspetti.

Il faro e la cascata monumentale

Accanto al santuario si alza il faro, una torre ottagonale costruita nell'Ottocento dove prima sorgeva una torre di avvistamento cinquecentesca: è uno dei fari più importanti del Mediterraneo e domina l'intero capo. Dalla piazzola si abbraccia tutto l'arco della costa, da un mare all'altro. Sempre da qui parte la scalinata monumentale che scende verso il porto, affiancata dalla cascata realizzata per celebrare il completamento dell'Acquedotto Pugliese: l'opera restituisce simbolicamente al mare l'acqua portata in tutta la regione. La cascata viene azionata solo in poche occasioni durante l'anno, quindi non contateci; la scalinata, però, si percorre sempre, ed è una delle passeggiate panoramiche più belle del Salento.

Consiglio pratico: salite al faro nel tardo pomeriggio. Con il sole basso si distinguono meglio le due sfumature di mare che si incontrano davanti alla punta, e la scalinata verso il porto si affronta senza il caldo delle ore centrali.

Le ville ottocentesche del lungomare

Il lungomare di Leuca è un piccolo museo all'aperto di architettura eclettica. Nell'Ottocento le famiglie benestanti del Salento fecero costruire qui le loro residenze estive, affidandole ad architetti che si divertirono a mescolare stili: si passa da rimandi moreschi a citazioni medievali, da facciate mediterranee a suggestioni orientali, nel giro di poche decine di metri. Sono diverse decine, distribuite lungo la costa tra il porto e le due punte, molte ancora private e visibili soltanto dall'esterno. Percorrere il lungomare guardandole una a una è il modo migliore di passare la prima ora della sera, prima che il paese si riempia e la passeggiata diventi un lento corteo.

Punta Ristola e le grotte marine

Il punto più meridionale è Punta Ristola, una lingua di roccia frastagliata che si protende nel mare aperto: è il primo affaccio panoramico che si incontra arrivando dal versante ionico ed è il posto giusto per capire la geografia del capo con un solo sguardo. Da qui e dal porto partono le escursioni in barca verso le grotte marine che perforano la falesia su entrambi i lati del promontorio, alcune accessibili soltanto dall'acqua. È il modo migliore per vedere Leuca da fuori, con la roccia che precipita nel blu e il faro che resta sospeso in alto sopra tutto il resto.

Leuca è a circa venti chilometri da Blumarine, sul versante ionico, e a circa ventisei da Villa Ginevra: in entrambi i casi è una destinazione da pomeriggio e sera, che si presta a essere ripetuta più di una volta nello stesso soggiorno. La prima volta ci andrete per il santuario e il faro; la seconda, con ogni probabilità, soltanto per la passeggiata sul lungomare al tramonto, quando la luce si abbassa e il promontorio diventa una sagoma scura.

Leuca a venti chilometri: Blumarine e Villa Ginevra

Da Blumarine, a Lido Marini, il finibus terrae dista circa venti chilometri, e da Villa Ginevra circa ventisei: in entrambi i casi il tramonto sul promontorio è un'uscita da mettere in programma più di una volta. Rientrare al fresco dopo la passeggiata sul lungomare è il modo giusto per chiudere la giornata.